fonte: iROGPRESS (https://www.irog.it/?p=25310) del 18/02/2025

In qualità di Segretario UGL Padova, esprimo piena e convinta contrarietà – dichiara Fabio Beltempo – alle posizioni espresse da CGIL, CISL e UIL in merito alla proroga della cosiddetta “Zona Rossa” nell’area della stazione ferroviaria di Padova.

Riteniamo la misura non solo legittima, ma necessaria e responsabile in una fase in cui la percezione di insicurezza tra lavoratori, pendolari, studenti e residenti è cresciuta in modo evidente.

Sicurezza urbana: un diritto sociale, non un’ideologia

Definire la Zona Rossa una misura “ideologica” significa ignorare un principio fondamentale: la sicurezza è un diritto sociale primario, al pari del lavoro e della salute.

La stazione ferroviaria di Padova rappresenta un nodo strategico per migliaia di lavoratori, studenti e famiglie. Ridurre fenomeni di microcriminalità, spaccio, aggressioni e degrado non significa “criminalizzare la marginalità”, ma tutelare le persone oneste che ogni giorno attraversano quell’area per lavorare e vivere.

La posizione dei sindacati confederali appare sbilanciata: si parla molto di inclusione, ma si dimenticano troppo spesso le vittime di reati, i commercianti penalizzati, le lavoratrici che rientrano la sera con timore.

La Zona Rossa non è la soluzione totale, ma è uno strumento concreto

È evidente che nessuno considera la Zona Rossa la soluzione definitiva ai problemi sociali. Tuttavia, sostenere che sia “inutile” è un’affermazione ideologica tanto quanto quella che si vorrebbe criticare.

Le misure di presidio e controllo hanno aumentato la presenza delle forze dell’ordine, hanno ridotto situazioni di stazionamento irregolare e attività illecite visibili; inoltre, hanno restituito maggiore percezione di sicurezza a pendolari e residenti.

Spostare il problema? Può accadere. Ma governare il territorio significa anche contenere e presidiare, non abbandonare aree strategiche in nome di un approccio esclusivamente sociale.

Inclusione e sicurezza devono camminare insieme

Come UGL Padova riteniamo che servano politiche sociali strutturate, servano investimenti su casa, lavoro e integrazione oltre servizi territoriali più forti. Ma sostenere che l’ordine pubblico sia secondario è un errore grave. Senza legalità non esiste integrazione possibile. Senza sicurezza non esiste coesione sociale. Senza rispetto delle regole non esiste tutela dei lavoratori.

Chi ogni giorno prende il treno alle 6 del mattino o rientra dopo il turno serale ha diritto a sentirsi sicuro. Questo non è propaganda: è responsabilità istituzionale.

UGL Padova: confronto sì, ma partendo dalla realtà

Accogliamo positivamente un confronto con la Prefettura e le istituzioni locali, ma chiediamo che sia basato su dati oggettivi e sull’ascolto dei cittadini, non su posizioni ideologiche precostituite.

La Zona Rossa può e deve essere monitorata, migliorata, calibrata. Ma smontarla senza alternative concrete significherebbe inviare un messaggio sbagliato: che lo Stato arretra. E lo Stato non deve arretrare.

UGL Padova sostiene la proroga della Zona Rossa come misura temporanea di tutela, inserita in una strategia più ampia che unisca sicurezza e politiche sociali.

Non accettiamo una narrazione che opponga inclusione e legalità. La vera giustizia sociale tutela prima di tutto chi rispetta le regole.

Padova ha bisogno di equilibrio, fermezza e responsabilità. Noi – conclude Beltempo – scegliamo di stare dalla parte dei lavoratori e dei cittadini.