fonte: Padovaoggi.it del 19/02/2025

Sicurezza di cittadini e commercianti: il mondo sindacale si spacca di fronte alla scelta odierna 18 febbraio del prefetto Giuseppe Forlenza di prorogare per altri due mesi e fino al 4 maggio la “zona rossa” nell’area dello scalo ferroviario di Padova. Fabio Beltempo, segretario Ugl Padova ha riferito: «Esprimo piena e convinta contrarietà alle posizioni espresse da Cgil, Cisl, e Uil in merito alla proroga della cosiddetta “Zona Rossa” nell’area della stazione ferroviaria di Padova. Riteniamo la misura non solo legittima, ma necessaria e responsabile in una fase in cui la percezione di insicurezza tra lavoratori, pendolari, studenti e residenti è cresciuta in modo evidente. Definire la zona rossa una misura “ideologica” significa ignorare un principio fondamentale: la sicurezza è un diritto sociale primario, al pari del lavoro e della salute. La stazione ferroviaria di Padova rappresenta un nodo strategico per migliaia di lavoratori, studenti e famiglie. Ridurre fenomeni di microcriminalità, spaccio, aggressioni e degrado non significa “criminalizzare la marginalità”, ma tutelare le persone oneste che ogni giorno attraversano quell’area per lavorare e vivere».

E ancora: «La posizione dei sindacati confederali appare sbilanciata: si parla molto di inclusione, ma si dimenticano troppo spesso le vittime di reati, i commercianti penalizzati, le lavoratrici che rientrano la sera con timore. È evidente che nessuno considera la “zona rossa” la soluzione definitiva ai problemi sociali. Tuttavia, sostenere che sia “inutile” è un’affermazione ideologica tanto quanto quella che si vorrebbe criticare. Le misure di presidio e controllo hanno aumentato la presenza delle forze dell’ordine, hanno ridotto situazioni di stazionamento irregolare e attività illecite visibili; inoltre, hanno restituito maggiore percezione di sicurezza a pendolari e residenti».

Fabio Beltempo ha concluso: «Spostare il problema? Può accadere. Ma governare il territorio significa anche contenere e presidiare, non abbandonare aree strategiche in nome di un approccio esclusivamente sociale. Come Ugl Padova riteniamo che servano politiche sociali strutturate, servano investimenti su casa, lavoro e integrazione oltre servizi territoriali più forti. Ma sostenere che l’ordine pubblico sia secondario è un errore grave. Senza legalità non esiste integrazione possibile. Senza sicurezza non esiste coesione sociale. Senza rispetto delle regole non esiste tutela dei lavoratori. Chi ogni giorno prende il treno alle 6 del mattino o rientra dopo il turno serale ha diritto a sentirsi sicuro. Questo non è propaganda: è responsabilità istituzionale. Accogliamo positivamente un confronto con la Prefettura e le istituzioni locali, ma chiediamo che sia basato su dati oggettivi e sull’ascolto dei cittadini, non su posizioni ideologiche precostituite. La “zona rossa” può e deve essere monitorata, migliorata, calibrata. Ma smontarla senza alternative concrete significherebbe inviare un messaggio sbagliato: che lo Stato arretra. E lo Stato non deve arretrare».