La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6418/2025,l chiarisce i principi interpretativi sulla valutazione della legittimitΓ  del recesso datoriale.
Una societΓ  aveva licenziato per giusta causa un dipendente contestandogli diversi comportamenti verificatisi nella stessa giornata, tra cui:
  • Prolungato allontanamento dal lavoro
  • Mancato utilizzo della mascherina
  • Utilizzo di servizi igienici riservati a fornitori/visitatori esterni
  • Comportamenti ritenuti insubordinati verso un superiore.
La Suprema Corte, confermando la decisione della Corte d’Appello che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento, ha stabilito che quando vengono contestati al dipendente diversi episodi, il giudice deve:
  • Valutarli non solo separatamente ma anche globalmente
  • Verificare se la loro rilevanza complessiva comprometta irrimediabilmente la fiducia del datore di lavoro
  • Considerare che la molteplicitΓ  degli episodi puΓ² esprimere un’intensitΓ  maggiore rispetto alla mera somma dei singoli fatti
Nel caso specifico, la Corte ha ritenuto che:
  • Il diverbio con il superiore, non seguito da vie di fatto, rientrava nelle ipotesi punibili con sanzione conservativa
  • Non Γ¨ stata riscontrata una “grave insubordinazione” nΓ© un intenzionale rifiuto di riprendere l’attivitΓ  lavorativa
  • Le violazioni delle prescrizioni anti-Covid costituivano infrazioni punibili con sanzioni conservative secondo il CCNL.
La Cassazione conferma che, anche quando si valutano piΓΉ condotte verificatesi in un breve arco temporale, occorre:
  • Esaminare sia i singoli episodi che la loro rilevanza complessiva
  • Verificare la sussunzione nelle previsioni del CCNL
  • Applicare la tutela reintegratoria ex art. 18, comma 4, Statuto dei Lavoratori quando i fatti rientrano nelle ipotesi punibili con sanzione conservativa.